bookmark_borderKAIO JORGE-JUVE: L’AMMISSIONE DEL PRESIDENTE DEL SANTOS

kaio jorge juve

La Juve segue da tempo con molta attenzione Kaio Jorge, attaccante classe 2002 ennesimo prodotto del vivaio del Santos. Dopo aver vinto il Mondiale Under 17 con la nazionale brasiliana, il ragazzo ha conquistato già la prima squadra del Santos, esordendo anche in Copa Libertadores. Un giocatore di 18 anni che ha tanti margini di miglioramento e che non poteva non attirare su di sé le attenzioni di diversi top club europei. La Juventus sta provando ad anticipare tutti, ma non ha intenzione di spendere i soldi della clausola rescissoria.

A fare il punto della situazione su Kaio Jorge, ci ha pensato lo stesso presidente del Santos, José Carlos Peres, intervistato da Calciomercato.com: “Con la Juve stavamo trattando sulla base di 30 milioni – ammette – ma non solo con loro. Altre due società italiane sono molto attive oltre ad una francese, di cui però, siccome non sono uscite notizie sulla stampa, non posso rivelare i nomi. Se non arrivano le offerte giuste entro una data limite che stabiliremo, ce lo terremo fino alla fine della stagione. Per ora ho solo avuto richieste d’informazioni, alle quali ho risposto: la clausola è di 75 milioni di euro, ma siamo disposti a trattare”.

Insomma, Fabio Paratici è avvisato: il presidente del Santos è disposto a trattare la cessione di Kaio Jorge a cifre inferiori rispetto alla clausola rescissoria. Bisogna solo trovare l’incastro giusto e farlo presto.

bookmark_borderCoronavirus, allenamenti a casa per il Parma

Coronavirus, allenamenti a casa per il Parma

Piccole corse lungo le scale o sui tapis roulant per calciatori

PARMA – Un programma di lavoro, compatibile con la situazione ambientale, accompagnato da una dieta personalizzata. Questo è quanto stanno seguendo in questi giorni i giocatori del Parma. Per tutti l’obbligo di effettuare una serie di esercizi a casa e poi, se possibile, corsa in giardino o in un parco, rigorosamente da soli.

Quest’ultimo compito è però diventato più difficile dopo la decisione del comune di Parma di chiudere gli undici spazi verdi recintati della città e così alcuni giocatori che abitano in città si stano ingegnando nelle proprie abitazioni o negli alberghi con piccole corse lungo le scale, in taverne o saloni o più semplicemente sui tapis roulant.

bookmark_borderParma, sedicesimo monte ingaggi della Serie A

Parma, sedicesimo monte ingaggi della Serie A

Un dato che dà un notevole valore al lavoro svolto fin qui dai crociati

PARMA – Con un totale netto di circa 13,5 milioni di euro, il Parma ha il sedicesisimo monte ingaggi della Serie A. Un dato che dà un notevole valore al lavoro svolto fin qui dai crociati, che occupano un’ottima posizione di classifica. Un monte ingaggi che, a differenza di quanto riportato in precedenza (33 milioni era il dato lordo, mentre per tutte le altre squadre della classifica era inserito il dato netto), colloca la società parmigiana al 16esimo posto insieme alla Spal, davanti a UdineseBresciaVerona e Lecce.

bookmark_borderLazio, Luis Alberto scherza e brinda con la birra: «Alla morte del Coronavirus»

Lazio, Luis Alberto scherza e brinda con la birra:

Il giocatore biancoceleste ha giocato via social con un suo amico immaginando di essere in spiaggia: «Un brindisi anche per i medici e la polizia»

ROMA – Svagarsi il più possibile per evitare di pensare all’emergenza Coronavirus. Luis Alberto ha postato un video per il suo amico Pepe mentre è in tenuta da spiaggia in casa. Il gioco è chiaro tra i due: immaginarsi al mare, tra musica, sole e una birra fresca. Lo spagnolo della Lazio scherza con la bottiglia in mano: “Amico mio, sono in una spiaggia di Roma, ci beviamo una birretta. Brindo da solo e ovviamente la bevo! Brindo ai medici, a chi sta lavorando a questa emergenza, alla polizia e alla morte del Coronavirus.

Non ho un dolce, mi prendo un po’ di cacao. Un abbraccio a tutti”. Luis Alberto nella Capitale è senza la sua famiglia e non vede l’ora di tornare alla normalità. Riabbracciare i figli, sua moglie, tirare di nuovo calci ad un pallone. Nel frattempo cerca di esorcizzare la paura scherzando un po’.

bookmark_borderLazio, Immobile e Milinkovic sono gli intoccabili

Lazio, Immobile e Milinkovic sono gli intoccabili

I due giocatori biancocelesti al centro di rumors di mercato: Ciro piace all’Everton, Sergej al Real Madrid. Lotito pronto a fare muro

ROMA – Obiettivo primario del calciomercato della Lazio: blindare i propri gioielli. E ci sono due nomi già al centro di certe voci: Ciro Immobile e Sergej Milinkovic Savic. Dall’Inghilterra scrivono: “Ancelotti sogna il bomber biancoceleste per il suo Everton”. In Spagna continuano a segnalare: “Il Real Madrid vuole il Sergente se non riuscirà a prendere Pogba”. 

I rumors ci sono, ma patron Claudio Lotito è già pronto a respingere gli assalti per i suoi giocatori. Immobile e la Lazio hanno un rapporto che va oltre quello contrattuale. L’attaccante si è legato a Roma, la sua famiglia si trova benissimo, ha comprato casa. E non vorrebbe tentare una nuova esperienza all’estero dopo quelle in Germania e in Spagna, nonostante la Premier League sia un campionato sempre molto affascinante. A 30 anni, con un ricco contratto da 4 milioni (questa la cifra che andrà a guadagnare il prossimo anno con i bonus che diventeranno fissi), non ha nessuna intenzione di lasciare i colori biancocelesti. L’Everton di Ancelotti vorrebbe provarci, ma molto probabilmente troverà la porta chiusa.

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bookmark_borderCoronavirus, Thorsby della Sampdoria è in ripresa: si allena a casa

Coronavirus, Thorsby della Sampdoria è in ripresa: si allena a casa

Il centrocampista norvegese, contagiato nei giorni scorsi, sta meglio: «Sono tornato»

GENOVA – Sta meglio Morten Thorsby, il centrocampista della Sampdoria risultato positivo al Coronavirus alcuni giorni fa. Il norvegese ha pubblicato una foto sul proprio profilo Instagram con una cyclette e un tappetino da palestra nel giardino di casa. “I’m back” (“sono tornato”) scrive il calciatore blucerchiato, che è in via di guarigione e può così riprendere gli allenamenti in isolamento dopo qualche giorno di preoccupazione. Anche gli altri calciatori della Sampdoria sono in isolamento nelle proprie abitazioni e stanno seguendo un lavoro personalizzato indicato dallo staff tecnico.

bookmark_borderMancini: «Il Coronavirus fermerà la Serie A? Aspettiamo…»

Mancini:

Così il ct azzurro: «Nessuno si sta allenando e credo che molte squadre non lo faranno per un po’. Quando tutto sarà finito ci sarà da fare un’amichevole contro medici ed infermieri»

ROMA – «È un momento molto difficile, sto come tutti gli italiani, non bene. Dobbiamo cercare di fare molta attenzione e cercare di rispettare le regole, sperando finisca in fretta. È terribile vedere quello che sta accadendo a Bergamo, a Brescia, a Milano«. Lo ha dichiarato il commissario tecnico della Nazionale di calcio, Roberto Mancini, parlando dell’emergenza Coronavirus in collegamento con la trasmissione «Che tempo che fa» su Rai 2. «Io penso che abbiamo i medici più bravi, bisogna ringraziarli e averne sempre rispetto. Ho lavorato anche all’estero e penso che i nostri medici siano i migliori«, ha aggiunto Mancini. «Il calcio in ritardo nel fronteggiare l’emergenza sanitaria? Penso un po’ tutti, non soltanto il nostro mondo, che magari a volte pensa di essere inarrivabile per qualsiasi malattia, perché i ragazzi sono giovani. Ma anche all’estero vedo che sta accadendo la stessa cosa, stanno facendo le cose leggermente in ritardo purtroppo«, ha dichiarato il ct dell’Italia.

«Quando sarà finita tutta questa storia del Coronavirus bisognerà organizzare una partita con la Nazionale maschile e la Nazionale femminile contro medici e infermieri. Potrebbe essere una cosa bella. Ne parlo col presidente e vediamo se si potrà fare«. Questa la proposta lanciata dal ct dell’Italia. «Campionato finito a causa dell’emergenza sanitaria? C’è da aspettare un po’ per vedere cosa succede – aggiunge Mancini sull’ipotesi che il campionato di calcio possa non ripartire a causa dell’emergenza sanitaria –. Nessuno si sta allenando in questo momento e credo che tutte le squadre aspetteranno un po’ di tempo. Prima o poi la vita normale dovrà però ripartire, anche se all’inizio sarà difficile: la speranza è che il buon Dio ci metta un occhio e faccia finire in fretta questa situazione«.

bookmark_borderFuga Higuain, almeno restate zitti dopo la figuraccia

Fuga Higuain, almeno restate zitti dopo la figuraccia

In questo indecifrabile dramma collettivo il danno emotivo rischia di fare più vittime di quello sanitario. Il contagio della paura semina più rovine di quello del virus. Numeri invisibili, non calcolabili, ma altrettanto pesanti. Siamo scivolati di colpo in un incubo che non è letterario né cinematografico. L’angoscia sta nel fatto che ci mancano le parole per raccontarlo. Dentro cornici come questa, i comportamenti di gruppo e i vincoli di solidarietà sono tutto. Tanto più si deve agire da compattezza della specie quanto più la minaccia arriva da un salto di specie. Mai come in questo caso gli umani devono sapersi “riconoscere”, ad di là del loro status sociale, economico, etnico. Stiamo cercando di capire in tempo reale, giorno dopo giorno, spavento dopo spavento, speranza dopo speranza, la natura del “mostro”. Ogni copione epico ha i suoi eroi e i suoi codardi, ma non stiamo qui ad assegnare medaglie o lettere scarlatte. Niente sermoni. Non si tratta di celebrare o di mettere al muro, ma di distinguere sì. Ogni atteggiamento individualista, oggi, è uno scandalo insopportabile.

Gonzalo Higuain ha tutto il diritto di avere paura, per sé e per i suoi cari. Non stiamo a contestare la debolezza umana troppo umana di un uomo che se ne fugge di notte con un jet privato violando le regole della quarantena o isolamento che sia, tassative per chiunque abbia condiviso il respiro con positivi al Covid-19, avendo da esibire il tampone salvacondotto dei “privilegiati”, di chi cioé riesce a farlo non avendo il minimo sintomo. No, non è la fuga (la sua, come quella di altri compagni). Sono le spiegazioni che ammazzano. O quanto meno disturbano. «E’ tornato in Argentina a trovare la madre malata di cancro da quattro anni», il tweet dalla tastiera fuggito (e poi cancellato) di Nicola, il fratello manager. Prima di lui, Cristiano Ronaldo aveva anticipato tutti come sempre per raggiungere a Madeira mamma Dolores colpita da ictus. Viva le mamme, sempre! Mamma solo per te la mia canzone e il mio jet privato volano.

«Chiediamo rispetto…» ammonisce compatta la tribù degli Higuain mentre, nello sfondo, se ne sta il mucchio silente e dolente degli anonimi, contagiati sì o forse no, chi lo sa, non lo sapremo mai, in questo lugubre ballo del tampone. Reclusi dentro gabbie quasi mai dorate, sbirciando dalla finestra tutto quello che è andato perduto e condannati a fantasticare il peggio per sè e per i loro cari, ad ascoltare e interpretare ogni sintomo, ogni piccola astenia, ogni affanno, come il virus che bussa alla porta. Martellati giorno e notte dall’unica compagnia che gli resta, il feroce assedio dei media. Beato chi ha il jet nell’hangar e il tampone in tasca, le differenze sociali esisteranno sempre, le disuguaglianze pure, ma almeno, per favore, silenzio, che la scena resti muta. Con tutte le sue comprensibili, e persino accettabili viltà. Di vecchi malati senza l’abbraccio dei cari ce ne sono troppi nel mondo. E di bare. Anche loro, soprattutto loro, meritevoli di un abbraccio. Che non verrà.

bookmark_borderCoronavirus, ad Saint Etienne: «Ligue 1 non riparte prima di metà giugno»

Coronavirus, ad Saint Etienne:

PARIGI (FRANCIA) – La Ligue 1 potrebbe riprendere solo a metà giugno. È la previsione di Bernard Caiazzo, amministratore delegato del Saint Etienne e presidente del sindacato che raccoglie i club del massimo campionato francese. «Non possiamo giocare fino a quando la curva non sarà invertita, vale a dire luglio-agosto, nella migliore delle ipotesi il 15 giugno – ha dichiarato a ‘France Bleu Loire’ riguardo l’emergenza coronavirus – Ma dobbiamo finire il campionato a tutti i costi, anche se dovessimo chiudere a estate inoltrata».

«Sono molto preoccupato per l’impatto economico, senza aiuti da parte dello Stato, entro sei mesi, la metà dei club professionistici andrà in fallimento – avverte ancora Caiazzo – I cinque principali campionati europei hanno già perso 4 miliardi di euro, la Ligue 1 fra i 500 e i 600 milioni» (in collaborazione con Italpress)