Dzeko: “Il 5-2 col Liverpool rimane nella mia testa. L’Inter? Fonseca mi diceva di restare”

Edin Dzeko. Lapresse

L’attaccante bosniaco: “La partita coi Reds l’abbiamo buttata, in semifinale fa male perdere così”. Mkhitaryan: “Il mio gol più bello al Sassuolo”

Il piccolo e il grande, il nuovo e il vecchio. Mkhitaryan e Dzeko. Entrambi, però, il volto bello della Roma, che si confessano. L’armeno lo fa sui social, il bosniaco in tv. Con modalità molto diverse. Comincia Micki, che spiega così l’origine del suo soprannome: “Me lo hanno dato al Borussia Dortmund. Jurgen Klopp mi ha chiesto se ne avessi uno e io ho risposto di no. Lui allora ha proposto: “Va bene se ti chiamiamo Micki?”, “Certo come no”, poi ha aggiunto: “Henrikh è lungo, Mkhitaryan è lungo, è meglio per te e per i compagni se ti chiamano Micki”. Risposi che non c’erano problemi”. L’armeno, poi racconta il suo gol più bello (“al Sassuolo”) e l’emozione che gli ha dato l’Olimpico.

DZEKO—   Ma è Dzeko a rubare la scena, con una lunghissima intervista sulla sua vita e sulla sua carriera, punteggiata dai racconti di chi lo conosce bene. Dal c.t. Mancini a Kolarov, da Zaccardo a Magath (con lui al Wolfsburg), dalla sorella Merima alla moglie Amra, dal primo allenatore Sehovic all’amico d’infania Trbonja, dal tecnico dello Zeljeznicar Osim al giornalista bosniaco Ligata. Ovviamente, però, il centravanti parla tanto di Roma. “Sapevo che il mio tempo al City stava per finire – dice a Sky -, mi convinse Sabatini. Il d.s. mi venne a trovare in Croazia e mi disse che senza di me non sarebbe tornato a Roma. Non è stato uno che è venuto e ha lasciato in sospeso le cose, lui è stato diretto, ogni minuto si accendeva una sigaretta (ride, ndr).

Dopo è stato tutto più facile perché le società già si conoscevano. L’arrivo a Roma fu incredibile. Pensavo si vedesse solo in televisione. Avevo sentito che i tifosi giallorossi erano calorosi ma non mi aspettavo un’accoglienza del genere all’aeroporto. Feci due gol al debutto in amichevole col Siviglia. Come inizio era promettente, guardando poi la partita contro la Juventus in casa dove abbiamo vinto, abbiamo iniziato bene quel campionato. Poi l’esordio con la Juve. Non mi aspettavo di fare gol, Iago Falque crossò e segnai. Purtroppo dopo abbiamo avuto delle battute d’arresto e non siamo più stati noi. Spalletti? Diceva a tutti che si doveva dare di più, voleva che i palloni andassero in verticale per l’attaccante e quel gioco per me fu importante, altrimenti non avrei mai fatto 39 gol”.

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