bookmark_borderCampano, pugliese, lombardo: aiuti a tre regioni. Così Micai para il coronavirus

Il portiere Alessandro Micai, 26 anni, seconda stagione alla Salernitana LAPRESSE

Il portiere della Salernitana, che è nato a Mantova e ha giocato per 4 anni a Bari, ha deciso così di sostenere la lotta contro il virus in Campania, Lombardia e Puglia

La Campania dove gioca oggi, la Lombardia dove è nato, la Puglia dove ha vissuto 4 anni importanti. Alessandro Micai, portiere della Salernitana, ha diviso in tre la voglia di dare un aiuto in questo momento e ha fatto donazioni alle regioni a cui è legato molto. «A Mantova ho la famiglia. La situazione è drammatica ma non dappertutto: a nord, nella zona vicina alla provincia di Brescia, ci sono stati molti più contagi rispetto al sud. I miei genitori sono separati e stanno bene, ho avuto due zii ricoverati ma sono guariti».

Poi a Salerno, dove sta facendo la quarantena da solo: «Sono rimasto bloccato dal decreto della Regione che è stato molto rigido sin dall’inizio, la fidanzata è riuscita a tornare a Mantova. Ma non mi lamento, qui sto bene, è una realtà piccola ma esigente. I primi mesi sono stati complicati perché avevo reagito male al fallimento del Bari».

bookmark_borderDzeko: “Il 5-2 col Liverpool rimane nella mia testa. L’Inter? Fonseca mi diceva di restare”

Edin Dzeko. Lapresse

L’attaccante bosniaco: “La partita coi Reds l’abbiamo buttata, in semifinale fa male perdere così”. Mkhitaryan: “Il mio gol più bello al Sassuolo”

Il piccolo e il grande, il nuovo e il vecchio. Mkhitaryan e Dzeko. Entrambi, però, il volto bello della Roma, che si confessano. L’armeno lo fa sui social, il bosniaco in tv. Con modalità molto diverse. Comincia Micki, che spiega così l’origine del suo soprannome: “Me lo hanno dato al Borussia Dortmund. Jurgen Klopp mi ha chiesto se ne avessi uno e io ho risposto di no. Lui allora ha proposto: “Va bene se ti chiamiamo Micki?”, “Certo come no”, poi ha aggiunto: “Henrikh è lungo, Mkhitaryan è lungo, è meglio per te e per i compagni se ti chiamano Micki”. Risposi che non c’erano problemi”. L’armeno, poi racconta il suo gol più bello (“al Sassuolo”) e l’emozione che gli ha dato l’Olimpico.

DZEKO—   Ma è Dzeko a rubare la scena, con una lunghissima intervista sulla sua vita e sulla sua carriera, punteggiata dai racconti di chi lo conosce bene. Dal c.t. Mancini a Kolarov, da Zaccardo a Magath (con lui al Wolfsburg), dalla sorella Merima alla moglie Amra, dal primo allenatore Sehovic all’amico d’infania Trbonja, dal tecnico dello Zeljeznicar Osim al giornalista bosniaco Ligata. Ovviamente, però, il centravanti parla tanto di Roma. “Sapevo che il mio tempo al City stava per finire – dice a Sky -, mi convinse Sabatini. Il d.s. mi venne a trovare in Croazia e mi disse che senza di me non sarebbe tornato a Roma. Non è stato uno che è venuto e ha lasciato in sospeso le cose, lui è stato diretto, ogni minuto si accendeva una sigaretta (ride, ndr).

Dopo è stato tutto più facile perché le società già si conoscevano. L’arrivo a Roma fu incredibile. Pensavo si vedesse solo in televisione. Avevo sentito che i tifosi giallorossi erano calorosi ma non mi aspettavo un’accoglienza del genere all’aeroporto. Feci due gol al debutto in amichevole col Siviglia. Come inizio era promettente, guardando poi la partita contro la Juventus in casa dove abbiamo vinto, abbiamo iniziato bene quel campionato. Poi l’esordio con la Juve. Non mi aspettavo di fare gol, Iago Falque crossò e segnai. Purtroppo dopo abbiamo avuto delle battute d’arresto e non siamo più stati noi. Spalletti? Diceva a tutti che si doveva dare di più, voleva che i palloni andassero in verticale per l’attaccante e quel gioco per me fu importante, altrimenti non avrei mai fatto 39 gol”.

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bookmark_borderBani: “Bologna unito e niente teste calde. Mihajlovic esempio e adrenalina”

Mattia Bani, difensore-goleador del Bologna di Mihajlovic. Ansa

Il difensore bomber tra gol e quarantena: “Sinisa ci ha consigliato il libro sugli All Blacks: vale per tutti”

Lo schema. “Tanto tempo senza l’allenatore. Eppure abbiamo fatto un bel campionato, in attesa di capire se si riprenderà. Ecco, mi piacerebbe che l’unione vista nel Bologna in quei momenti con Sinisa lontano fosse la stessa dell’Italia nel fare gioco di squadra: restare a casa è lo schema di oggi per stare bene domani. Se ci prendono ad esempio, non sbagliano”. Mattia Bani ha fatto la gavetta e fa il goleador: 4 reti fino a qui, “probabilmente perché fino a 16 anni facevo proprio la punta”. Il suo racconto parte dal consiglio di un libro: by Mihajlovic.

bookmark_borderDel Piero: “Idee e coraggio, se stiamo uniti cambia il mondo. Dybala, nessun limite”

Alessandro Del Piero, 45 anni. Getty

Ale da Los Angeles ragiona di calcio e vita: “Oltre il dolore, c’è voglia di ricostruire. In A Juve più forte, ma prima la salute. E per il pallone, sì al modello americano”

La vigilia di Pasqua per tanti anni Alessandro Del Piero ha giocato a calcio. Di solito vinceva: 9 volte su 14. Spesso segnava: 8 gol. E sempre usciva dal campo felice, perché giocare fa bene al cuore. Ieri Alessandro ha chiacchierato con la Gazzetta di calcio, certo, ma soprattutto di questa Pasqua così diversa. Una Pasqua di riflessione, di speranza, di attesa: “Siamo dentro qualcosa che ci cambierà, per sempre.

Ogni giorno il primo pensiero, dopo quello per la mia famiglia, va ai parenti e agli amici che sono in Italia. E’ un passaggio, anche per le nostre vite, e i sentimenti sono contrastanti. C’è il dolore per i morti, la sofferenza delle famiglie che perdono i loro cari, tutti, e numericamente in misura maggiore quelli della generazione dei nostri genitori e nonni, ai quali dobbiamo essere grati per ciò che siamo oggi. E poi c’è la voglia comunque di pensare al futuro, di ripartire, di ricostruire”.

bookmark_border“Crisi Real Madrid, 12 giocatori da vendere: alcuni big a rischio”

Il quotidiano spagnolo As spiega come il club madrileno a causa della recessione economica dovrà cedere numerosi calciatori nella prossima estate

MADRID (Spagna) – Il Real Madrid nella prossima estate dovrà fare i conti con la crisi economica dovuta al Coronavirus. Ne parla il quotidiano spagnolo As, che spiega come il club madrileno dovrà cedere 12 giocatori su 37, i 26 della prima squadra più gli 11 in prestito. I big a rischio cessione per la loro situazione contrattuale incerta sono BaleModricLucas VazquezJames RodriguezCeballosVallejoMarcelo e Mendy, mentre verranno fatte valutazioni anche su MarianoJovic e giocatori in prestito come Luca ZidaneDe FrutosManu Hernardo. I Blancos invece dovrebbero porre il veto su OdergaardHakimiMayoralOscar RodriguezReinierVinicius Junior e Rodrygo.

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bookmark_borderPalermo, da Pastore a Ilicic soldi per l’emergenza Coronavirus

Palermo, da Pastore a Ilicic soldi per l'emergenza Coronavirus

Gli ex campioni rosanero si uniscono per aiutare la loro vecchia città e dare un contributo nella lotta al Covid-19

I campioni del Palermo che fu scendono in campo assieme in un’ideale squadra senza tempo dell’epopea di Maurizio Zamparini, e lo fanno nell’ideale scenario dello stadio Renzo Barbera. Questa volta i tunnel e i colpi di tacco c’entrano poco: la ragione che li accomuna è molto più nobile. I grandi ex del passato prossimo rosanero si sono fatti promotori di una raccolta di fondi da destinare alle famiglie indigenti del capoluogo siciliano.

bookmark_borderFerlaino: “Orsato ha negato uno scudetto a De Laurentiis”

Ferlaino:

“Messi ? Non credo che inserito altrove sia capace di vincere. I verdetti devono arrivare dal campo, non certo a tavolino”

NAPOLI – Ci saranno ottantanove candeline (virtuali) sulla prossima torta di compleanno e sarà ancora più bello, il prossimo diciotto maggio, soffiarci su a pieni polmoni, per spazzare via questa cappa di tristezza che soffoca e tradisce. Corrado Ferlaino ha smesso di voltarsi – e da un bel po – ma adesso ha persino abbassato le persiane sul passato, lasciandolo nascosto in una foresta nella quale non filtra neanche un’ombra di malinconia ma soltanto l’avvolgente bagliore d’una felicità che si può cogliere osservando il futuro, in uno splendido esercizio d’ottimismo. «Io ho bisogno di guardare avanti ed eventualmente di prendermi soltanto il meglio di ciò che ho vissuto».

Ci sono già state tante curve, come per chiunque, in questo secolo scarso di Corrado Ferlaino che ha compreso guerre ed epidemie, dolori e paure: e però adesso è diverso, c’è un nemico che si è sistemato sopra di noi, capace di aggredire da ogni angolo e senza che se ne abbia percezione, che aggredisce frontalmente o alle spalle o come gli pare e contro al quale non ci sono difese, se non provare a starsene da soli con se stessi, rinchiusi nel proprio guscio protettivo ma mica in quello sconfinato perimetro della memoria, un labirinto nel quale ci si può smarrire.

Ferlaino ha spento il televisore e rimosso qualsiasi traccia del proprio amaro vissuto, sembra quasi abbia scelto di sottoporsi a una auto-analisi, respingendo i fotogrammi più taglienti della propria esistenza e adagiandosi nella camera d’aria d’un pallone, quasi fosse uno scudo o una stanza asettica, fuori dal mondo ma non dalla realtà. E aspettando il rumore sordo del prossimo rimbalzo – un suono amico, pof – che conduca nella normalità e serva però anche a ricomporre qualche crepa. «Bergamo e Brescia sono le città di Bianchi, non ci avevo pensato: voglio chiamarlo». Perché c’è ancora un domani e tante cose che non siamo riusciti a confessare neppure a noi stessi.

bookmark_borderMilan, Ibrahimovic e il futuro: “Ritiro? Non so ancora cosa voglio”

Milan, Ibrahimovic e il futuro:

Le parole dell’attaccante rossonero: “Coronavirus? Dobbiamo solo provare a vivere e goderci la vita, non preoccuparci troppo”

STOCCOLMA (SVEZIA) – “Vediamo. Non so ancora cosa voglio, ogni giorno succede qualcosa di nuovo“. Zlatan Ibrahimovic non conferma la possibilità di ritirarsi al termine della stagione e, al giornale svedese ‘Svenska Dagbladet’, rimanda ogni decisione sul proprio futuro, quando la situazione sarà più chiara e tranquilla: “Chi avrebbe potuto prevedere questo Coronavirus? Dobbiamo solo provare a vivere e goderci la vita, non preoccuparci troppo. Ho una famiglia di cui occuparmi, si sentono bene, quindi anche io mi sento bene“.

Il centravanti del Milan, dalla sua casa di Stoccolma, ripercorre i momenti convulsi che hanno portato allo stop dei campionati: “Quando ha iniziato a diffondersi nel calcio, il Milan ha chiuso l’intera struttura di allenamento. È tragico che i campionati siano sospesi, ma dobbiamo rispettare le leggi ed essere pazienti. I Governi devono trovare una soluzione che faccia bene all’intera comunità. La salute viene prima dello sport”.

bookmark_borderCoronavirus, il Milan raccoglie quasi 500mila euro

Coronavirus, il Milan raccoglie quasi 500mila euro

Il club rossonero: “un traguardo raggiunto attraverso un gioco di squadra che sta unendo dalla società ai tifosi di tutto il mondo, passando per giocatori, dirigenti, dipendenti e Milan Club”

MILANO – Un gol contro il Coronavirus. Il Milan definisce così il dato “realizzato dal grande cuore della famiglia Milan che ha permesso di raccogliere, a oggi, quasi 500.000 euro per la lotta al COVID-19. È un traguardo – provvisorio, ovviamente, perchè sarà possibile alzare l’asticella ancora più in alto – raggiunto attraverso un gioco di squadra che sta unendo tutta la comunità rossonera, dalla società ai tifosi di tutto il mondo, passando per giocatori, dirigenti, dipendenti e Milan Club.

Ognuno ha dato, e può continuare a dare il proprio contributo, per supportare il lavoro di tutti coloro che si battono in prima linea per debellare il virus. L’intera somma, che sfiora oggi il mezzo milione di euro, servirà per acquistare altre automediche, apparecchiature e materiale sanitario. La compagna – sottolinea il club – è ancora attiva, chiunque può scendere in campo a fianco di Fondazione Milan e continuare a donare attraverso la piattaforma di fundraising”.

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bookmark_borderChiesa ancora alla Fiorentina: adesso è più facile

Chiesa ancora alla Fiorentina: adesso è più facile

Lo stop e il rinvio di Serie A ed Europei, oltre all’attivismo di Commisso, saranno decisivi. Rinnovo vicino, con un patto: Federico non sarà ceduto fino al 2021

FIRENZE – Per tutti è tempo di riflessioni. Non manca certo il tempo. Allora uno sguardo alla propria vita e al possibile futuro. Ed è quello che sta facendo Federico Chiesa e con lui i giocatori dal cuore viola. Tema della riflessione: meglio andare a cercare spazio nei nuovi club che nasceranno dopo lo tsunami del Coronavirurs oppure credere al progetto di Rocco Commisso? È da questa riflessione che nascerà la Fiorentina di domani. E quindi è oggi che si gioca quel che succederà.

Una cosa è certa: questa riflessione riguarderà VlahovicMilenkovicCastrovilliCutrone, ma principalmente proprio Chiesa. Il motivo è semplice, è lui il punto di riferimento, l’asso nella manica di Rocco Commisso. Può essere il vuoto a perdere oppure il capitano della rinascita viola. È potenzialmente lui il Magnifico. E le riflessioni di Chiesa potrebbero diventare davvero l’onda sulla quale i talenti del club saranno chiamati a surfare. Federico come il leader del grande patto: una squadra che rinasce scommettendo su se stessa e sul sogno di un calabrese emigrato negli States e che ha dimostrato che con i sogni ci sa fare.