bookmark_borderGenoa, il rebus attacco da risolvere per Nicola

Davide Nicola guida il Genoa dalla fine del dicembre scorso LAPRESSE

Grande abbondanza nel reparto offensivo: dopo il lockdown tutti disponibili

Il Genoa si avvicina al ritorno in campo contro il Parma (dopo 107 giorni di stop), martedì prossimo al Ferraris. E per Davide Nicola, il lungo periodo di lockdown, e i successivi allenamenti collettivi a Pegli, hanno permesso di ritrovare in gruppo tutti i suoi attaccanti. Adesso viene il momento delle scelte: Pandev è una furia in allenamento, Sanabria ha mantenuto la sua condizione top, che gli aveva permesso, nelle ultime settimane di calcio giocato, di confermare quelle doti inespresse per tutto il 2019.

LE ALTERNATIVE—   Adesso, però, bussano alla porta anche Falque (arrivato dal Torino in condizioni fisiche imperfette), al pari di Destro, che vuole sfruttare questo finale per mettersi in mostra. Ma anche lo sfortunatissimo Favilli, insieme a Pinamonti (grande rendimento, anche se gli è mancato qualche gol in più) avranno grande spazio. Negli altri reparti, difesa costruita sul gigante Soumaro, mentre la mediana dovrebbe avere Schone come punto fermo, con i suoi due scudieri Behrami e Sturaro al fianco.

bookmark_borderGoleador, entusiasta e innamorato: Theo si riprende il Milan, obiettivo Europa

Theo Bernard François Hernández, 22 anni, difensore francese del Milan. LaPresse

Dopo la squalifica in Coppa Italia, a Lecce Pioli potrà contare di nuovo sul francese. Che, nel frattempo, vuole prolungare la sua carriera in rossonero e ha trovato l’amore fuori dal campo con l’influencer Zoe Cristofoli

Il nuovo Milan è di sinistra. Totalmente schierato in favore di Theo Hernandez. Nel prossimo viaggio a Lecce Pioli potrà di nuovo contare sul francese, dopo la squalifica nel ritorno di coppa. Terzino ma anche molto di più: goleador, con i sei gol segnati fin qui. È lo stesso score di Rebic e sono loro i capocannonieri rossoneri a disposizione dell’allenatore. Un centravanti, come è normale che sia, e un difensore.

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bookmark_borderDa Facchetti a Corso: la Spoon River della Grande Inter

I protagonisti della Grande Inter si ritrovarono nel 2006 a San Siro nell'ambito delle celebrazioni del 50° anniversario della Coppa dei Campioni. Ansa

Mariolino è l’ultimo protagonista di un’era indimenticabile che ci ha lasciato. Sono rimasti, tra gli altri, Burgnich e Mazzola a testimoniare quello che è stato dei nerazzurri Anni Sessanta

Adesso che è arrivato anche Mariolino lassù sulla collina, con la sua andatura un po’ stanca e svogliata, parte la giostra dei racconti. È tutto un “ti ricordi quando…”, e sorrisi, aneddoti, strizzate d’occhio alla prima bugia o alla prima esagerazione. Sarti, Facchetti, Tagnin, Picchi, Milani, Corso, il Mago Herrera e il presidentissimo Angelo Moratti, e si è aggiunto pure Peirò, quel furbastro che rubò il pallone al portiere del Liverpool in una notte stellata e fece impazzire di gioia il popolo di San Siro.

bookmark_borderPatric e Vavro: noi ci siamo. E la Lazio puntella la difesa per lo sprint scudetto

Denis Vavro. Getty

L’ex Barça e l’uomo che doveva fare il titolare non sono finora riusciti ad essere davvero protagonisti in biancoceleste ma in questo bizzarro finale di stagione potrebbero essere rilanciati nella corsa a tre con Juve e Inter

La difesa della Lazio si allarga con Vavro e Patric. Due opzioni in più per potenziare la migliore retroguardia della Serie A: appena 23 i gol subiti dai biancocelesti nelle 26 giornate disputate. La solidità del pacchetto arretrato potrà essere un punto di forza nello sprint per lo scudetto. Davanti a Strakosha, Luiz Felipe, Acerbi e Radu si sono rivelati dei veri baluardi. Ma Inzaghi ora potrà fare pieno affidamento anche su Patric e Vavro, pronti a concorrere per un posto da titolare. Due storie molto diverse che ora tuttavia convergono nell’obiettivo di riscoprirsi protagonisti per la fase decisiva della stagione.

Suggestivo il rilancio di Patric, giunto cinque anni fa da Barcellona. A caccia di una propria identità da esterno ha trovato in questo campionato una nuova veste da difensore. Sulla parte destra, come leva in più per far ripartire il gioco, mostrando anche sorprendenti doti in fase di marcatura. “Sto vivendo la mia migliore stagione. Il mio contratto con la Lazio finirà nel 2022 e la mia intenzione è quella di continuare”, ha dichiarato ai microfoni di Esports Cope il 27enne di Mula, che con il Barcellona si affacciò anche in Champions. Quindi presenze stagionali di cui 12 in campionato: titolare a tempo pieno in quattro delle ultime cinque partite. Ed è andato a segno con un gol in Coppa Italia, contro la Cremonese.

Alla ripresa degli allenamenti Patric ha confermato la sua buona condizione confidando di riproporsi in formazione già dalla gara contro l’Atalanta del 24 giugno.

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bookmark_borderTare, occhi sulla Bundesliga: Grujic possibile ma il vero obiettivo è più ostico

Marko Grujic, Hertha Berlino. Afp

Il d.s. biancoceleste punta due centrocampisti del campionato tedesco

Un campionato che piace. Un campionato nel quale è apprezzato. Igli Tare, direttore sportivo della Lazio, in Germania ha giocato dal 1994 al 2001. La Bundesliga gli sta a cuore, (anche) lì è stimato per i risultati che sta ottenendo ed è considerato un grande intenditore. In Germania ha conosciuto la moglie Sandra, insomma: Tare di legami con la Germania ne ha parecchi. E tiene gli occhi puntati sul campionato. E ci sono due centrocampisti in particolare che gli piacerebbe portare alla Lazio: Marko Grujic, serbo 24enne in forza all’Hertha Berlino da due anni (ma di proprietà del Liverpool) e Denis Zakaria, 23enne svizzero del Borussia Moenchengladbach.

I PROFILI—   Arrivare a Grujic è oggettivamente più facile, difficile strappare Zakaria ai Fohlen. Entrambi interni di centrocampo, sarebbero due profili di livello per allungare la panchina in vista della prossima stagione nella quale la Lazio, verosimilmente, giocherà in Champions League. Grujic, fra gli altri, ha uno sponsor in particolare: Klopp. Il tecnico tedesco ha sempre avuto occhio per i giovani. Nel 2011 vinse il campionato con il Dortmund con i vari Götze (all’epoca aveva 18 anni), Lewandowski (22), Sahin (22), Kagawa (22) e Grosskreutz (22). E Klopp ha spinto tantissimo affinché il Liverpool prendesse Grujic. Per strapparlo alla Stella Rossa Klopp si giocò il jolly e mandò Željko Buvač (all’epoca suo vice) a Belgrado per far sì che Grujic potesse parlare con un connazionale e fosse meno spaventato dal trasferimento. “Klopp e il Liverpool mi hanno voluto fortissimamente – disse Marko nella conferenza stampa di presentazione coi Reds –. Mi volevano pure Barcellona e Real, ma Klopp mi ha sedotto”.

Il piano era quello di farlo crescere in prestito (all’Hertha appunto) per poi valutarlo nuovamente. In questi anni però il Liverpool è cresciuto tantissimo, per Grujic ai Reds continua a non esserci spazio. Alla Lazio non piacciono i prestiti, motivo per il quale Tare (da anni sul giocatore), mollò la presa due anni fa e non si intromise nella trattativa con l’Hertha. Ora che il Liverpool può cederlo a titolo definitivo (servono circa 12 milioni) però può andare all’assalto.

bookmark_borderAncelotti e Everton si tagliano stipendi per pagare impiegati. Us Open: Djokovic verso il forfeit

Coronavirus: le ultime notizie dall’Italia e dal mondo legate al mondo dello sport

Gli ultimi aggiornamenti sullo sport, dall’Italia e dal mondo, legati all’emergenza coronavirus.

ORE 11.09 – BOXE: VIANELLO, RITORNO VINCENTE A LAS VEGAS—   Guido Vianello ha mandato al tappeto in due minuti l’esperto pugile Don Haynesworth (13v-7s-1p) nel giorno del ritorno della boxe a Las Vegas. Ribattezzato dagli americani “The Gladiator”, il 26enne pugile romano sottolinea che «la scelta di restare qui ha pagato. La famiglia e gli amici mi sono mancati, non ho potuto neanche vedere la mia nipotina appena nata, ma ho confidato nell’organizzazione Usa che mi ha consentito di preparare quest’incontro in tutta sicurezza mentre nel resto del mondo non sarebbe stato possibile. Sono fiero di avere rappresentato l’Italia”.

bookmark_borderLo strano caso di De Sciglio: gioca poco ma piace a Psg e Barcellona

Mattia De Sciglio. Getty

Con Sarri è passato da 19 a 5 gare da titolare: giusto lasciare la Juve? La pista catalana rimane concreta

Il percorso di Mattia De Sciglio è particolare. Piaceva e piace molto ad Allegri e pochissimo ai tifosi della Juve, che lo criticano per gli errori e la timidezza. Sicuramente è lontano dal giocatore ideale di Sarri. In campionato è stato 5 volte titolare e 13 volte ha iniziato in panchina: Alex Sandro, certo non nella migliore stagione della vita, non è mai stato in discussione.

Nel 2018-19, con Allegri, quei numeri furono diversi: 19 partite dall’inizio e 12 panchine. Ecco perché probabilmente cambiare sarebbe la soluzione migliore per tutti.

bookmark_borderJuve in gruppo, Ronaldo a parte: una ripresa a due velocità e… una strana maledizione

Cristiano Ronaldo, 35 anni. Getty

Cristiano ieri si è allenato da solo, mentre la squadra è andata in campo con Sarri quasi al completo. CR7 calibra il rientro: non segna alla “prima” di campionato dal 2014

La Juventus torna ad allenarsi in gruppo ma, tra le eccezioni, c’è un giocatore più eccezionale degli altri. Cristiano Ronaldo ieri si è allenato a parte, probabilmente per rientrare in condizione con i suoi ritmi. Non è una novità. In questi mesi di quarantena CR7 è stato l’unico ad avere uno stadio a disposizione – quello del Nacional, la sua squadra dei tempi delle scuole medie – e il primo a lasciare l’Italia, subito dopo la partita con l’Inter, prima ancora che Daniele Rugani risultasse positivo al Covid.

PREPARAZIONE ALTERNATIVA—   Ronaldo è tornato in Italia lunedì 4 maggio, il primo degli stranieri dopo Pjanic, rientrato addirittura con due settimane di anticipo sul gruppo. Dopo i 14 giorni di quarantena, CR7 si è rivisto alla Continassa martedì 19. Anche per lui, il 2020 porta una sfida nuova. Ronaldo è sempre stato fenomenale nel calibrare la preparazione. Chi ha lavorato con lui dice che CR7 conosce il suo corpo molto meglio di un calciatore medio e di sicuro in passato è stato capace di farsi trovare pronto tra marzo e maggio, quando si decidono i campionati e soprattutto le Champions League. Questa volta, è tutto diverso: il finale di stagione dovrebbe condensarsi in due mesi e mezzo, con la Coppa in coda. Non è semplice capire come gestire le forze, soprattutto a 35 anni.

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bookmark_borderSimoni e la carica dei suoi 607: Ronaldo, Nela e… Bruno Conti. Quanti ne hai lanciati, Gigi!

In oltre trent’anni di carriera l’allenatore appena scomparso ha portato in orbita tantissimi talenti: non solo all’Inter. Al Piacenza gestì Rizzitelli e Vierchowod, alla Lazio D’Amico

Diciassette squadre e 607 giocatori allenati. Gigi Simoni li ha elencati tutti nel suo libro “Simoni si nasce”, uscito nel 2016: dalla A di Aglietti (Alfredo, attuale tecnico del Chievo in B, attaccante di Simoni al Napoli nel 1996-97) alla Z di Zlatitinov (Petar, di cui non siamo riusciti a trovare tracce né in rete né negli archivi). Molti carneadi, come Zlatitinov, e molti campioni, se non campionissimi, come Roberto Baggio e Ronaldo il Fenomeno. Simoni, scomparso venerdì quasi un anno dopo l’ischemia cerebrale che l’aveva colpito, è stato un allenatore a tutto tondo, ha allenato ad ogni livello, dalla Serie C all’Europa.

bookmark_borderLa magia del tunnel: da Garrincha a Ronaldo i maestri dell’irriverenza

Garrincha, uno dei più grandi dribblatori della storia del calcio

Quel dribbling speciale che richiede astuzia, tecnica, coraggio. Il Cabezon lo usava per vincere partite e scommesse, Vendrame si accontentava della bellezza del gesto

Soltanto quando si subisce un tunnel, e prima o poi è capitato a tutti, si capisce davvero fin dove può arrivare la perfidia dell’uomo. E soltanto quando lo si fa, e almeno una volta, anche per sbaglio, a tutti è riuscito, ci si avvicina a quel senso di onnipotenza che assomiglia all’immortalità.