bookmark_borderCoronavirus, Matri mette all’asta le maglie storiche dei campioni

Coronavirus, Matri mette all'asta le maglie storiche dei campioni

L’attaccante ha aperto la campagna benefica con in vendita le casacche dei suoi amici ed ex compagni: il ricavato è destinato all’ospedale di Lodi

ROMA – Impegno massimo da parte di tanti. L’ex Lazio Alessandro Matri scendi in campo per aiutare l’Italia e in particolare la sua città, Lodi, in questa emergenza Coronavirus. L’attaccante, oggi svincolato, ha messo all’asta alcune maglie della sua collezione scambiate negli anni con tanti campioni. Ci sono le casacche di Pirlo, Dybala, Totti, Kakà, Del Piero, Ronaldinho e tanti altri.

Da notare anche la maglia della Lazio dell’amico Brocchi. Matri su Instagram ha lanciato la sua missione: “Insieme all’Ospedale di Lodi, ho deciso di donare alcune delle maglie che ho scambiato con compagni ed avversari durante la mia carriera. Questi cimeli verranno messi all’asta che durerà una settimana e tutto il ricavato verrà donato all’Ospedale di Lodi, città che mi ha visto crescere e alla quale sono molto vicino in questo tragico periodo. Nelle mie stories e in bio il link per partecipare all’iniziativa”.

bookmark_borderDYBALA: NUOVO ASSALTO DEL PSG, LA RISPOSTA DELLA JUVENTUS

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Già interessati in estate, i francesi hanno bussato nuovamente alla porta della Signora per il numero 10 argentino

Nelle scorse settimane il Paris Saint Germain ha chiesto informazioni alla Juventus: com’è la situazione di Paulo Dybala? I francesi, già interessati in passato, volevano capire ovviamente se le intenzioni della dirigenza bianconera fossero le stesse dell’estate 2019, ovvero quelle di vendere il numero 10 argentino al miglior offerente pefare una plusvalenza record. Nonostante il cambio di allenatore e l’arrivo di Maurizio Sarri, Fabio Paratici aveva raggiunto l’intesa di massima con un club inglese per l’addio de la Joya, ma il ragazzo si è impuntato e alla fine non se n’è fatto nulla.

In sei mesi è cambiato tutto, perché Dybala è tornato a giocare ad alti livelli, pur occupando sostanzialmente la stessa zona dell’anno scorso, ovvero quella di raccordo tra centrocampo e attacco. Qualunque cosa faccia, l’argentino la fa meglio di prima ed è per questo che a differenza dell’estate scorsa, stavolta la risposta della Juventus ai potenziali acquirenti è stato un no secco. Con 13 reti e 12 assist all’attivo in stagione, il numero 10 bianconero è diventato un calciatore decisivo, anche quando viene chiamato in causa a partita in corso. È “salito” in qualità e personalità, probabilmente uno dei suoi punti deboli fino a ieri.

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bookmark_borderCoronavirus, allenamenti a casa per il Parma

Coronavirus, allenamenti a casa per il Parma

Piccole corse lungo le scale o sui tapis roulant per calciatori

PARMA – Un programma di lavoro, compatibile con la situazione ambientale, accompagnato da una dieta personalizzata. Questo è quanto stanno seguendo in questi giorni i giocatori del Parma. Per tutti l’obbligo di effettuare una serie di esercizi a casa e poi, se possibile, corsa in giardino o in un parco, rigorosamente da soli.

Quest’ultimo compito è però diventato più difficile dopo la decisione del comune di Parma di chiudere gli undici spazi verdi recintati della città e così alcuni giocatori che abitano in città si stano ingegnando nelle proprie abitazioni o negli alberghi con piccole corse lungo le scale, in taverne o saloni o più semplicemente sui tapis roulant.

bookmark_borderLazio, Immobile e Milinkovic sono gli intoccabili

Lazio, Immobile e Milinkovic sono gli intoccabili

I due giocatori biancocelesti al centro di rumors di mercato: Ciro piace all’Everton, Sergej al Real Madrid. Lotito pronto a fare muro

ROMA – Obiettivo primario del calciomercato della Lazio: blindare i propri gioielli. E ci sono due nomi già al centro di certe voci: Ciro Immobile e Sergej Milinkovic Savic. Dall’Inghilterra scrivono: “Ancelotti sogna il bomber biancoceleste per il suo Everton”. In Spagna continuano a segnalare: “Il Real Madrid vuole il Sergente se non riuscirà a prendere Pogba”. 

I rumors ci sono, ma patron Claudio Lotito è già pronto a respingere gli assalti per i suoi giocatori. Immobile e la Lazio hanno un rapporto che va oltre quello contrattuale. L’attaccante si è legato a Roma, la sua famiglia si trova benissimo, ha comprato casa. E non vorrebbe tentare una nuova esperienza all’estero dopo quelle in Germania e in Spagna, nonostante la Premier League sia un campionato sempre molto affascinante. A 30 anni, con un ricco contratto da 4 milioni (questa la cifra che andrà a guadagnare il prossimo anno con i bonus che diventeranno fissi), non ha nessuna intenzione di lasciare i colori biancocelesti. L’Everton di Ancelotti vorrebbe provarci, ma molto probabilmente troverà la porta chiusa.

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bookmark_borderFuga Higuain, almeno restate zitti dopo la figuraccia

Fuga Higuain, almeno restate zitti dopo la figuraccia

In questo indecifrabile dramma collettivo il danno emotivo rischia di fare più vittime di quello sanitario. Il contagio della paura semina più rovine di quello del virus. Numeri invisibili, non calcolabili, ma altrettanto pesanti. Siamo scivolati di colpo in un incubo che non è letterario né cinematografico. L’angoscia sta nel fatto che ci mancano le parole per raccontarlo. Dentro cornici come questa, i comportamenti di gruppo e i vincoli di solidarietà sono tutto. Tanto più si deve agire da compattezza della specie quanto più la minaccia arriva da un salto di specie. Mai come in questo caso gli umani devono sapersi “riconoscere”, ad di là del loro status sociale, economico, etnico. Stiamo cercando di capire in tempo reale, giorno dopo giorno, spavento dopo spavento, speranza dopo speranza, la natura del “mostro”. Ogni copione epico ha i suoi eroi e i suoi codardi, ma non stiamo qui ad assegnare medaglie o lettere scarlatte. Niente sermoni. Non si tratta di celebrare o di mettere al muro, ma di distinguere sì. Ogni atteggiamento individualista, oggi, è uno scandalo insopportabile.

Gonzalo Higuain ha tutto il diritto di avere paura, per sé e per i suoi cari. Non stiamo a contestare la debolezza umana troppo umana di un uomo che se ne fugge di notte con un jet privato violando le regole della quarantena o isolamento che sia, tassative per chiunque abbia condiviso il respiro con positivi al Covid-19, avendo da esibire il tampone salvacondotto dei “privilegiati”, di chi cioé riesce a farlo non avendo il minimo sintomo. No, non è la fuga (la sua, come quella di altri compagni). Sono le spiegazioni che ammazzano. O quanto meno disturbano. «E’ tornato in Argentina a trovare la madre malata di cancro da quattro anni», il tweet dalla tastiera fuggito (e poi cancellato) di Nicola, il fratello manager. Prima di lui, Cristiano Ronaldo aveva anticipato tutti come sempre per raggiungere a Madeira mamma Dolores colpita da ictus. Viva le mamme, sempre! Mamma solo per te la mia canzone e il mio jet privato volano.

«Chiediamo rispetto…» ammonisce compatta la tribù degli Higuain mentre, nello sfondo, se ne sta il mucchio silente e dolente degli anonimi, contagiati sì o forse no, chi lo sa, non lo sapremo mai, in questo lugubre ballo del tampone. Reclusi dentro gabbie quasi mai dorate, sbirciando dalla finestra tutto quello che è andato perduto e condannati a fantasticare il peggio per sè e per i loro cari, ad ascoltare e interpretare ogni sintomo, ogni piccola astenia, ogni affanno, come il virus che bussa alla porta. Martellati giorno e notte dall’unica compagnia che gli resta, il feroce assedio dei media. Beato chi ha il jet nell’hangar e il tampone in tasca, le differenze sociali esisteranno sempre, le disuguaglianze pure, ma almeno, per favore, silenzio, che la scena resti muta. Con tutte le sue comprensibili, e persino accettabili viltà. Di vecchi malati senza l’abbraccio dei cari ce ne sono troppi nel mondo. E di bare. Anche loro, soprattutto loro, meritevoli di un abbraccio. Che non verrà.