bookmark_borderIl bomber che ha iniziato da portiere. Chi è Timo Werner

Timo Werner, stella del Lipsia e della Nazionale tedesca. Afp

Ritratto dell’attaccante che ha trascinato il Lipsia ai quarti di Champions e che preferirebbe l’esperienza oltre confine. L’Inter lo aspetta…

Un curioso controsenso. Così particolare da renderlo unico. Questo è Timo Werner, attaccante classe 1996 del Lipsia. Ambizioso, eppure tremendamente impacciato e umile, con qualche leggero problema di pronuncia della “S”, una lettera per niente rara nella grammatica tedesca. Ha cominciato a giocare a calcio a soli 4 anni, quando la sua ambizione massima era davvero particolare: “Volevo stare in porta per avere la scusa di tuffarmi nelle pozzanghere”, ha raccontato in una vecchia intervista alla Gazzetta dello Sport.

bookmark_borderMancini: “Zaniolo in azzurro non è stato un caso. Italia, aspetto settembre”

Roberto Mancini, 55 anni. LaPresse

Il c.t. in collegamento col settore giovanile del Bologna: “Per me l’età non conta, allenatevi duramente e vi chiamo. L’attività della Nazionale? Spero riparta a settembre”

“Zaniolo in azzurro non è stato un caso”. A dirlo è Roberto Mancini, che in una videoconferenza con ragazzi e ragazze del settore giovanile del Bologna spiega: “Vidi Nicolò alle fasi finali dell’Europeo Under 19, in cui era sotto categoria, e decisi di chiamarlo. In quella squadra avevo visionato anche Tonali, Scamacca e Kean. A voi ragazzi dico: ‘impegnatevi e allenatevi duro’, perché se avete qualità tecniche e personalità sono pronto a chiamarvi, anche se non avete ancora esordito in prima squadra”. Mancini ha poi aggiunto: “Nel mio staff ci sono persone che monitorano il campionato Primavera.
Per me l’età non conta, contano tecnica e personalità. Ragiono così perché io a Bologna ho esordito a sedici anni e mezzo, grazie al fatto che trovai persone che mi diedero fiducia e sono sempre pronto a fare lo stesso. Bisogna dare spazio ai giovani bravi, farli giocare e lasciarli anche sbagliare”.

bookmark_borderSpadafora al Cts: “Valutate allenamenti individuali anche per gli sport di squadra”

Vincenzo Spadafora. IMAGOECONOMICA

Il Ministro dello Sport ha chiesto al Comitato tecnico scientifico di ripensarci, consentendo agli atleti degli sport di squadra di riprendere ad allenarsi individualmente

Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora ha chiesto al Comitato Tecnico Scientifico di valutare la possibilità della ripresa degli allenamenti individuali per gli atleti degli sport di squadra. La richiesta del Ministro è stata formulata per iscritto nella serata di ieri ed è attesa una risposta dei tecnici a breve.

bookmark_borderSpadafora: “Dispiaciuto da tifoso. Daremo tutto il sostegno a mondo sport”

Il ministro Vincenzo Spadafora col presidente della Figc Gabriele Gravina. Ansa

Il ministro dello Sport al Senato ha annunciato che nei prossimi giorni si deciderà sul via libera alla ripresa graduale degli allenamenti, presumibilmente ancora in forma individuale pure per gli sport di squadra

“Riprendere gradualmente gli allenamenti, mentre per quanto riguarda l’attività motoria all’aperto, su cui siamo tanto sollecitati dai nostri cittadini, e la ripresa dei campionati si valuterà anche con il comitato scientifico tecnico”. Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora è intervenuto nel question time del Senato sull’argomento ripartenza. Viene dunque confermata la linea di un riavvio che va “spinto ma anche tutelato”. Per ora limitato solo ad “allenamenti graduali”, quindi presumibilmente ancora in forma individuale pure per gli sport di squadra.

bookmark_borderL’Uefa ribadisce: campionati a luglio e Champions ad agosto. Oggi i criteri per le coppe?

Il presidente Uefa Ceferin. Ap

Il tavolo con Leghe ed Eca prosegue: vertice decisivo per proseguire la stagione e determinare i criteri di qualificazione alle competizioni

Dopo la riunione in videoconferenza di ieri con le 55 Federazioni affiliate e in vista del Comitato Esecutivo di domani, continuano le riunioni dell’Uefa per cercare di capire come far ripartire il calcio. Oggi altro incontro a distanza con i rappresentanti delle Leghe europee e quelli dell’Eca, l’associazione dei club continentali che ha in Andrea Agnelli il suo presidente.

ENTRO LUGLIO—   Il vertice si sarebbe concluso con l’impegno preso dalle Leghe di chiudere i rispettivi campionati entro il 31 luglio, in modo da lasciare poi spazio alle competizioni Uefa con Champions ed Europa League che dovrebbero concludersi a fine agosto, magari con la disputa dei quarti di finale in gare uniche, senza andata e ritorno. Oggi l’Esecutivo dovrebbe fissare i criteri per determinare le squadre qualificate per le competizioni Uefa, nel caso in cui alcuni campionati non dovessero riprendere. Quello olandese, dopo le misure adottate ieri dal governo con il divieto di eventi sportivi fino all’1 settembre, è uno dei più a rischio.

bookmark_borderLa Serie B a Figc e Lega di A: “Rispettate gli accordi su separazione e contributi”

Il presidente della Lega serie B Balata. Getty .

Tutti i club vogliono ricominciare, ma chiedono di applicare la regola che garantisce una quota dei diritti tv che percepirà chi andrà in serie A alla seconda serie

La serie B chiede a Lega A e Federcalcio di “rispettare gli accordi”. E’ il cuore delle conclusioni dell’assemblea dei club tenutasi nel pomeriggio, dopo l’incontro del mondo del calcio con il ministro Spadafora al quale ha partecipato anche il presidente delle società del secondo campionato professionistico, Mauro Balata.

AVANTI MA…—   Se resta la volontà di andare avanti con la stagione, anche se l’applicazione del protocollo in B è come minimo complicata, un altro argomento ha preso il sopravvento nel dibattito. “All’unanimità l’Assemblea ha deciso di inviare a Lega Serie A e Federazione una lettera in cui si chiede in continuità con le richieste già avanzate lo scorso febbraio – dice il comunicato diffuso alla fine – il rispetto degli accordi di separazione fra Serie A e B firmati nel 2009 e, inoltre, dei contributi solidaristici delle squadre promosse nella serie maggiore, temi questi fondamentali per la sostenibilità del sistema, soprattutto se posti in relazione ai rapporti fra leghe presenti in altri contesti europei dove si esprimono ben altri e più importanti valori”.

Si tratta di una quota dell’1,5 per cento (circa 16-17 milioni) dei diritti tv della serie A e dei contributi solidaristici che i club promossi nella categoria maggiore devono versare al campionato che lasciano.

bookmark_borderI numeri che incoronano Szczesny: tra i pali la Juve ha un tesoro

Wojciech Szczesny. Afp

Per gli “expected goals”, il portiere polacco avrebbe dovuto subire quasi 10 reti in più. Così è sempre più decisivo

È una di quelle persone su cui si può contare. Sempre. In campo, dove il suo rendimento è costante ad alto livello, ma anche fuori visto che il ragazzo è tutt’altro che banale. Wojciech Szczesny è uno dei giocatori meno appariscenti dalla Juve, ma anche tra i più decisivi. Come definire in altro modo un portiere che fino a questo momento della stagione ha evitato ben otto gol, nelle 19 partite disputate in Serie A? Il polacco tra i pali è una vera e propria saracinesca.

Lo dimostrano le cifre sugli Expected Goals, una statistica calcolata dalla Opta che misura la probabilità che ha un tiro di essere trasformato in gol (per esempio un tiro dall’area piccola pesa molto di più di un tiro da lontano). Su 25,29 Expected Goals contro, Wojciech ne ha incassati solo 17 e ne ha evitati ben 8,29. Un dato clamoroso, tanto è vero che in questa classifica è di gran lunga il portiere migliore della Serie A (Strakosha della Lazio è secondo a distanza, con 3,54 gol evitati), ma anche a livello europeo non c’è nessuno come lui: il più vicino gioca nello Sheffield (ma è in prestito dal Manchester United) ed è Dean Henderson con 8,18.

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bookmark_borderDa Immobile a Gollini, 20 star del pallone nella stessa gara di Fifa per raccogliere fondi

La sera di Pasquetta la più grande partita di videogames tra star, organizzata da United Onlus, va in diretta su Sky a partire dalle 20.30: si potranno fare donazioni alla Protezione Civile

Se il pallone vero non rotola, largo a quello virtuale. Specie lunedì, sera di Pasquetta, quando andrà in scena un evento esports come non se ne sono mai visti: per la prima volta 20 calciatori professionisti si affronteranno pad alla mano a Fifa 20, il tutto in diretta Sky con tutti i crismi dell’evento prime time. “United per l’Italia” è un’amichevole unica al mondo promossa appunto da United Onlus, organizzazione creata da Alessandro Moggi, Chiara Geronzi e Riccardo Calleri che raccoglie fondi per iniziative benefiche: negli ultimi due eventi organizzati a Milano al Principe di Savoia i destinatari sono stati le famiglie danneggiate dal crollo del ponte Morandi a Genova e la ricerca all’ospedale Monzino, stavolta invece la situazione rende per forza di cose virtuale l’evento. E verranno raccolti fondi da destinare alla Protezione Civile, impegnata nel gestire quotidianamente la crisi coronavirus.

CAMPIONI—   Già, ma chi gioca? Nomi da All Star Game del pallone: il capocannoniere Ciro Immobile innanzitutto, poi il campione del mondo Marco Materazzi e a seguire Bertolacci (Samp), Donati e Falco (Lecce), Florenzi (Valencia), Kean (Everton), Gollini (Atalanta), Lezzerini (Venezia), Masina (Watford), Orsolini (Bologna) Pellegrini, Pisacane e Simeone (Cagliari), Petagna (Spal), Quintero (River Plate), Vido (Pisa), Viviano (svincolato, ex portiere della Samp) e Zappacosta (Roma). Mancano i portieri ma lì ci staranno due pro dei Mkers, partner dell’evento, uno dei team di esports più importanti d’Italia in cui lo stesso Florenzi (insieme a De Rossi) investe.

bookmark_borderLa proposta Figc: salvare il calcio con l’1% dei ricavi delle scommesse

Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio. Ansa

Potrebbero arrivare circa 100 milioni: governo possibilista, operatori contrari

Ieri gli scommettitori sportivi non hanno avuto grande scelta: il derby di Dushanbe, capitale del Tagikistan o la sfida fra l’Aigle Noir e l’Atletic Academy del campionato del Burundi. Piccole oasi nel deserto provocato dal calendario delle competizioni stritolato dal coronavirus. Operatori e mondo dello sport, e in particolare del calcio, sperano che nei prossimi mesi si veda la famosa luce in fondo al tunnel.

Anche perché proprio la Figc ha formulato nei giorni scorsi una proposta: creiamo un fondo “salva calcio”, una specie di paracadute per le realtà più sofferenti, alimentato anche con fondi federali e con l’un per cento delle scommesse. Parliamo di più di 100 milioni su una raccolta di 10,7 miliardi nel 2019. Una proposta che ha generato una contrarietà fra gli operatori che temono di perdere una fetta di ricavi.

bookmark_borderMontero: “Sono così grazie all’Atalanta. Percassi un leader, Gasp un modello”

Paolo Montero con la maglia nerazzurra dell'Atalanta.

L’uruguaiano ricorda: “Antonio è un uomo con gli attributi, si giocò molto scegliendomi. E a Gian Piero dico: sei grande, meriti tutto”

Ne parla, esattamente, tre volte. Come se Antonio Percassi fosse il filo conduttore di una chiacchierata di 30’ tra ricordi (bellissimi) ed esaltazione – calcisticamente parlando – del momento. All’inizio, dicendo che “mi ha cambiato la vita”. Poi nell’applaudire l’Atalanta attuale (“Che squadra, riflette i suoi valori”) e verso la fine: “Se vivo bene, lo devo all’Atalanta”. E quindi, al patron.