bookmark_borderLazio, il fratello di Strakosha tuona contro Brambati: “Dovresti vergognarti”

Notizie Lazio: Thomas Strakosha

ROMA- Il fratello di Thomas Strakosha, Dimitris, ha tuonato sui social nei confronti dell’ex calciatore Massimo Brambati, reo di aver dichiarato prima su TMW poi durante una diretta live su Instagram che il portiere della Lazio sarebbe risultato positivo al Covid-19: “Strakosha dicono abbia un infortunio alla caviglia e non è vero, invece, ha fatto un tampone ed è risultato positivo”.

Il fratello del diretto interessato ha reagito con queste parole: ““Dovresti vergognarti di diffondere bugie e, se non rispettassi la tua età, ti farei personalmente causa per disinformazione”.

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bookmark_borderCavani non è «bollito»: all’Inter può dare ancora tanto

L'esultanza di Cavani dopo un gol al Bordeaux dello scorso febbraio. Afp

A 33 anni l’uruguaiano assicurerebbe quel movimento che piace a Conte e si integrerebbe molto bene con Lukaku

Da Lautaro Martinez a Edinson Cavani: come cambierebbe l’Inter se questi affari andassero in porto? Si accendono le discussioni del popolo nerazzurro, in gran parte contrariato (stando almeno ai giudizi sui social network) perché se ne andrebbe un attaccante di 23 anni e ne arriverebbe uno di 33. Come dire: si vende il futuro e ci si mette in casa il passato.

bookmark_borderLo strano caso di De Sciglio: gioca poco ma piace a Psg e Barcellona

Mattia De Sciglio. Getty

Con Sarri è passato da 19 a 5 gare da titolare: giusto lasciare la Juve? La pista catalana rimane concreta

Il percorso di Mattia De Sciglio è particolare. Piaceva e piace molto ad Allegri e pochissimo ai tifosi della Juve, che lo criticano per gli errori e la timidezza. Sicuramente è lontano dal giocatore ideale di Sarri. In campionato è stato 5 volte titolare e 13 volte ha iniziato in panchina: Alex Sandro, certo non nella migliore stagione della vita, non è mai stato in discussione.

Nel 2018-19, con Allegri, quei numeri furono diversi: 19 partite dall’inizio e 12 panchine. Ecco perché probabilmente cambiare sarebbe la soluzione migliore per tutti.

bookmark_borderGastaldello: «Scandaloso giocare alle 16.30 d’estate». Il dottor Castellacci: «Orario che avrei evitato»

Lo stadio Maracanà utilizzato come ospedale. Getty Images

Le ultime notizie dall’Italia e dal mondo su sport e Coronavirus

Gli ultimi aggiornamenti sullo sport dall’Italia e dal mondo per l’emergenza coronavirus.

ORE 21.21 – PAT EWING LASCIA L’OSPEDALE —   L’ex stella Nba Patrick Ewing è stato dimesso dall’ospedale e si sta riprendendo a casa dal Covid-19, come ha dichiarato suo figlio. Il leggendario Hall of Famer di 57 anni ha annunciato venerdì di essere risultato positivo al coronavirus e di essere in cura. Tre giorni dopo, Patrick Ewing Jr. ha dichiarato su Twitter che suo padre stava bene dopo aver ricevuto le cure e ha ringraziato i medici e le infermiere che si sono presi cura di lui durante la sua degenza in ospedale. Ha anche ringraziato i fan per i loro pensieri e preghiere: “Mio padre è ora a casa e sta migliorando – ha scritto Ewing Jr -: continueremo a monitorare i suoi sintomi e seguiremo le linee guida”.

ORE 18.44 – ROLAND GARROS «PROBABILMENTE TRA LA FINE DI SETTEMBRE E INIZIO OTTOBRE»—   Il direttore del Roland Garros, Guy Forget, ha parlato ai microfoni del canale Radio Europe 1: «Non c’è ancora stato un annuncio ufficiale. Il Roland Garros probabilmente si svolgerà fra fine settembre e inizio ottobre. Stiamo lavorando a stretto contatto con le associazioni dei giocatori e con l’ITF per annunciare come sarà la stagione tennistica da qui a fine anno».

bookmark_borderIn quanti allo stadio? Chi entra prima in campo? Come si protesta con l’arbitro? Protocollo, i punti chiave

La Figc invia il testo con le linee guida con un giorno di anticipo. Ora la palla passa al Comitato tecnico-scientifico

Dalle trasferte, ai test clinici, alle sanificazioni richieste. Ecco le linee guida del protocollo della Figc per la ripresa del campionato presentate al Comitato Tecnico Scientifico. Giovedì l’incontro decisivo tra il Governo e Federazione…

bookmark_borderJuve in gruppo, Ronaldo a parte: una ripresa a due velocità e… una strana maledizione

Cristiano Ronaldo, 35 anni. Getty

Cristiano ieri si è allenato da solo, mentre la squadra è andata in campo con Sarri quasi al completo. CR7 calibra il rientro: non segna alla “prima” di campionato dal 2014

La Juventus torna ad allenarsi in gruppo ma, tra le eccezioni, c’è un giocatore più eccezionale degli altri. Cristiano Ronaldo ieri si è allenato a parte, probabilmente per rientrare in condizione con i suoi ritmi. Non è una novità. In questi mesi di quarantena CR7 è stato l’unico ad avere uno stadio a disposizione – quello del Nacional, la sua squadra dei tempi delle scuole medie – e il primo a lasciare l’Italia, subito dopo la partita con l’Inter, prima ancora che Daniele Rugani risultasse positivo al Covid.

PREPARAZIONE ALTERNATIVA—   Ronaldo è tornato in Italia lunedì 4 maggio, il primo degli stranieri dopo Pjanic, rientrato addirittura con due settimane di anticipo sul gruppo. Dopo i 14 giorni di quarantena, CR7 si è rivisto alla Continassa martedì 19. Anche per lui, il 2020 porta una sfida nuova. Ronaldo è sempre stato fenomenale nel calibrare la preparazione. Chi ha lavorato con lui dice che CR7 conosce il suo corpo molto meglio di un calciatore medio e di sicuro in passato è stato capace di farsi trovare pronto tra marzo e maggio, quando si decidono i campionati e soprattutto le Champions League. Questa volta, è tutto diverso: il finale di stagione dovrebbe condensarsi in due mesi e mezzo, con la Coppa in coda. Non è semplice capire come gestire le forze, soprattutto a 35 anni.

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bookmark_borderIn B, la scadenza fa 90. Coda & C, quante occasioni: due mesi in più per il futuro

Meggiorini, Paganini e gli altri: ecco i nomi più caldi. Se si finisce il 31 agosto hanno più tempo per proporsi

Il destino dopo il 30 giugno, prendendo in prestito le parole del presidente Niederauer del Venezia, è “territorio inesplorato”. Tendenzialmente i contratti in scadenza verranno prolungati al 31 agosto, che siano prestiti o legami con i club di proprietà, rispettando così l’universale invito al buon senso da parte della Fifa. Andrà definito però l’aspetto economico, perché a carico dei club subentreranno ulteriori due mesi di stipendi da pattuire.

bookmark_borderScaloni: “Lautaro? Non va in un club più piccolo. Se va al Barça Setien lo farà giocare titolare”

Intervenuto a Radio La Red, il tecnico dell’Argentina Scaloni ha parlato di Lautaro Martinez e del futuro dell’attaccante dell’Inter inseguito dal Barcellona:

“Lautaro è in un grande club, non va via per un club più piccolo. Non so quale sia il più grande dei due. I buoni giocatori devono avere spazio. A noi interessa che i giocatori abbiano continuità, ancor di più uno giovane come Lautaro. Nonostante sia giovane, Lautaro gioca bene e corre sia per sé che per il compagno. Ha questa voglia che lo farà diventerà un punto di riferimento per il futuro. Può integrarsi con Messi, toccherà all’allenatore del Barcellona vedere come, ma è possibile. Se va al Barça Setien troverà il modo di farlo giocare titolare. Lautaro del 2018 non è quello di adesso. È stato preso in considerazione in Russia, ma non era quello di adesso.Quando sei dalla parte del coach non è facile lasciar fuori un certo tipo di giocatore fuori.

“Aguero, Lautaro e Messi insieme? Possono giocare tre in avanti insieme, il resto della squadra deve saper cosa fare e questi giocatori devono mostrare impegno. Nella Copa América l’impegno di quei giocatori è stato incredibile. A volte tornano e occupano una posizione per noi. Per ritardare quattro secondi l’attacco avversario è molto importante il loro movimento”

bookmark_borderSimoni e la carica dei suoi 607: Ronaldo, Nela e… Bruno Conti. Quanti ne hai lanciati, Gigi!

In oltre trent’anni di carriera l’allenatore appena scomparso ha portato in orbita tantissimi talenti: non solo all’Inter. Al Piacenza gestì Rizzitelli e Vierchowod, alla Lazio D’Amico

Diciassette squadre e 607 giocatori allenati. Gigi Simoni li ha elencati tutti nel suo libro “Simoni si nasce”, uscito nel 2016: dalla A di Aglietti (Alfredo, attuale tecnico del Chievo in B, attaccante di Simoni al Napoli nel 1996-97) alla Z di Zlatitinov (Petar, di cui non siamo riusciti a trovare tracce né in rete né negli archivi). Molti carneadi, come Zlatitinov, e molti campioni, se non campionissimi, come Roberto Baggio e Ronaldo il Fenomeno. Simoni, scomparso venerdì quasi un anno dopo l’ischemia cerebrale che l’aveva colpito, è stato un allenatore a tutto tondo, ha allenato ad ogni livello, dalla Serie C all’Europa.

bookmark_borderI gol «alla Altafini» entrati nel vocabolario. Solskjaer, Massaro, Ganz e quelli del 90′

Daniele Massaro. LaPresse

I cambi saranno fondamentali in questo finale di stagione così anomalo. Ma anche in passato le «riserve» hanno scritto pagine memorabili

Quando Carlo Parola allenava la Juve non poteva permettersi di sbagliare. Aveva a disposizione un solo cambio (oltre al portiere). E tre giocatori in panchina (come da regolamento). Una delle scelte più frequenti era José Altafini, arrivato alla Juve nel 1972, a 34 anni che all’epoca, nel calcio almeno, erano buoni per la pensione. Ma l’attaccante brasiliano (e oriundo) lo ripagava con gol spesso decisivi nel finale, compreso quello che all’88’ di Juve-Napoli, appena subentrato, indirizzò lo scudetto verso Torino, così guadagnandosi il titolo di “core ’ngrato” dai suoi ex tifosi. L’espressione “alla Altafini” entrò comunque nel gergo del calcio italiano per indicare un’entrata decisiva nel finale.