bookmark_borderJuve in gruppo, Ronaldo a parte: una ripresa a due velocità e… una strana maledizione

Cristiano Ronaldo, 35 anni. Getty

Cristiano ieri si è allenato da solo, mentre la squadra è andata in campo con Sarri quasi al completo. CR7 calibra il rientro: non segna alla “prima” di campionato dal 2014

La Juventus torna ad allenarsi in gruppo ma, tra le eccezioni, c’è un giocatore più eccezionale degli altri. Cristiano Ronaldo ieri si è allenato a parte, probabilmente per rientrare in condizione con i suoi ritmi. Non è una novità. In questi mesi di quarantena CR7 è stato l’unico ad avere uno stadio a disposizione – quello del Nacional, la sua squadra dei tempi delle scuole medie – e il primo a lasciare l’Italia, subito dopo la partita con l’Inter, prima ancora che Daniele Rugani risultasse positivo al Covid.

PREPARAZIONE ALTERNATIVA—   Ronaldo è tornato in Italia lunedì 4 maggio, il primo degli stranieri dopo Pjanic, rientrato addirittura con due settimane di anticipo sul gruppo. Dopo i 14 giorni di quarantena, CR7 si è rivisto alla Continassa martedì 19. Anche per lui, il 2020 porta una sfida nuova. Ronaldo è sempre stato fenomenale nel calibrare la preparazione. Chi ha lavorato con lui dice che CR7 conosce il suo corpo molto meglio di un calciatore medio e di sicuro in passato è stato capace di farsi trovare pronto tra marzo e maggio, quando si decidono i campionati e soprattutto le Champions League. Questa volta, è tutto diverso: il finale di stagione dovrebbe condensarsi in due mesi e mezzo, con la Coppa in coda. Non è semplice capire come gestire le forze, soprattutto a 35 anni.

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bookmark_borderDe Ligt: “La Juve è la squadra più forte d’Italia, vuole vincere e quindi proporre anche da dietro”

TORINO – Matthijs de Ligt ha rilasciato una lunga intervista a UEFA.com durante il mese di febbraio. Il sito della federazione europea la ha pubblicata soltanto oggi. Eccone uno stralcio, tradotto da juvenews.eu

Hai iniziato in una squadra molto offensiva, l’Ajax. Come è stato per te da difensore? “È stato difficile. È difficile adattarsi perché molte volte sei uno contro uno contro un attaccante. In Italia preferiscono avere più uomini contro un attaccante, quindi è abbastanza diverso, ma penso che mi abbia anche reso il difensore che sono oggi. Non ho paura di giocare uno contro uno, non ho paura di difendere alto sul campo,  è qualcosa che ho imparato nella scuola dell’Ajax”.

È vero che hai giocato in diverse posizioni nelle squadre giovanili dell’Ajax per migliorare la tua abilità tecnica? “Sì, è corretto. Fino ai 15 anni, ero un centrocampista offensivo. Ho giocato molto a centrocampo, ho segnato diversi goal, ho fatto qualche assist e poi all’improvviso mi hanno detto che sarebbe stato meglio per la mia carriera spostarmi indietro, da centrale. All’inizio pensavo che non mi piacesse essere un difensore, ma ora sto iniziando a rendermi conto che il modo in cui sono stato cresciuto come un centrocampista mi sta aiutando. Quindi sono davvero felice che questo sia stato lo sviluppo che ho dovuto affrontare”.

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bookmark_borderCR7 e i suoi amori: «domina» Madeira dall’alto col figlio. E prepara il ritorno in campo

Cristiano Ronaldo, 35 anni

Ronaldo continua ad allenarsi in palestra, aspettando di concordare col club il rientro a Torino. Intanto si gode la famiglia e la «sua» isola

Cristiano Ronaldo è volato in Portogallo subito dopo il 2-0 all’Inter dell’8 marzo, ultimo impegno della Juve prima dello stop per il lockdown dovuto alla pandemia di coronavirus. Ora, mentre attende di conoscere la data del ritorno a Torino in vista della possibile ripresa della Serie A e delle coppe, si gode le bellezze dell’isola di Madeira, il luogo in cui è cresciuto sognando di diventare un campione. «Scoprendo la mia isola con la miglior compagnia», ha postato CR7 su Instagram a commento di una foto suggestiva abbracciato al primogenito Cristiano Jr: una veduta di Madeira da un’altura «scalata» dai Ronaldo dopo un po’ di trekking.

ALLENAMENTO—   Un modo come un altro per tenersi in forma, unendo l’affetto della famiglia al duro lavoro in palestra, che il 35enne fuoriclasse bianconero non si fa mai mancare. Superata la preoccupazione per l’ictus che aveva colpito la mamma Dolores, in questi giorni di isolamento CR7 ha continuato ad allenarsi, spesso in compagnia della moglia Georgina: anche lei ha postato su Instagram foto del loro piccolo tour di Madeira, dopo una mattinata dedicata allo yoga.

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bookmark_borderI numeri che incoronano Szczesny: tra i pali la Juve ha un tesoro

Wojciech Szczesny. Afp

Per gli «expected goals», il portiere polacco avrebbe dovuto subire quasi 10 reti in più. Così è sempre più decisivo

È una di quelle persone su cui si può contare. Sempre. In campo, dove il suo rendimento è costante ad alto livello, ma anche fuori visto che il ragazzo è tutt’altro che banale. Wojciech Szczesny è uno dei giocatori meno appariscenti dalla Juve, ma anche tra i più decisivi. Come definire in altro modo un portiere che fino a questo momento della stagione ha evitato ben otto gol, nelle 19 partite disputate in Serie A? Il polacco tra i pali è una vera e propria saracinesca.

Lo dimostrano le cifre sugli Expected Goals, una statistica calcolata dalla Opta che misura la probabilità che ha un tiro di essere trasformato in gol (per esempio un tiro dall’area piccola pesa molto di più di un tiro da lontano). Su 25,29 Expected Goals contro, Wojciech ne ha incassati solo 17 e ne ha evitati ben 8,29. Un dato clamoroso, tanto è vero che in questa classifica è di gran lunga il portiere migliore della Serie A (Strakosha della Lazio è secondo a distanza, con 3,54 gol evitati), ma anche a livello europeo non c’è nessuno come lui: il più vicino gioca nello Sheffield (ma è in prestito dal Manchester United) ed è Dean Henderson con 8,18.

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bookmark_borderDYBALA: NUOVO ASSALTO DEL PSG, LA RISPOSTA DELLA JUVENTUS

dybala psg juventus

Già interessati in estate, i francesi hanno bussato nuovamente alla porta della Signora per il numero 10 argentino

Nelle scorse settimane il Paris Saint Germain ha chiesto informazioni alla Juventus: com’è la situazione di Paulo Dybala? I francesi, già interessati in passato, volevano capire ovviamente se le intenzioni della dirigenza bianconera fossero le stesse dell’estate 2019, ovvero quelle di vendere il numero 10 argentino al miglior offerente pefare una plusvalenza record. Nonostante il cambio di allenatore e l’arrivo di Maurizio Sarri, Fabio Paratici aveva raggiunto l’intesa di massima con un club inglese per l’addio de la Joya, ma il ragazzo si è impuntato e alla fine non se n’è fatto nulla.

In sei mesi è cambiato tutto, perché Dybala è tornato a giocare ad alti livelli, pur occupando sostanzialmente la stessa zona dell’anno scorso, ovvero quella di raccordo tra centrocampo e attacco. Qualunque cosa faccia, l’argentino la fa meglio di prima ed è per questo che a differenza dell’estate scorsa, stavolta la risposta della Juventus ai potenziali acquirenti è stato un no secco. Con 13 reti e 12 assist all’attivo in stagione, il numero 10 bianconero è diventato un calciatore decisivo, anche quando viene chiamato in causa a partita in corso. È “salito” in qualità e personalità, probabilmente uno dei suoi punti deboli fino a ieri.

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